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giovedì 4 giugno 2009

AL VOTO SOGNATORI CERCASI

Siamo arrivati alla fine di questa avventura elettorale. Per me è stata un’esperienza nuova, è la prima volta che ho deciso di candidarmi o meglio di accettare la proposta di Nichi Vendola di dare il mio sostegno ad una lista che si è data un obiettivo ambizioso, creare un nuovo progetto di una sinistra che sappia essere all’altezza delle aspettative di quanti di noi sono delusi, avviliti, stanchi dell’assenza di una forte e chiara alternativa. Ho creduto in questa sfida e ho deciso di non stare a guardare quello che sarebbe accaduto ma di agire e portare la mia esperienza e il mio nome quasi che potesse diventare un simbolo per quanti di noi non amano arrendersi e invece hanno la capacità ancora di credere che la politica sia impegno civile, confronto, che parta ancora dalla costruzione di un movimento, che non sia solo quella che ci vede spettatori impotenti di un teatrino che usa e si fa usare dai media, che usa e si fa usare dai poteri economici, che usa il consenso come fosse ogni volta merce da conquistare per trovare quella legittimazione che oggi appare sempre più produrre un ceto dirigente distante dalla società. Ho vissuto questa avventura un po’ da esterna in una lista appena nata e che ha trovato non poche difficoltà per farsi conoscere. Una lista che ha da superare il quorum del 4% e tutti ci auguriamo che lo faccia e anche di slancio. Sinistra e Libertà, una giovane compagine che come ha detto bene Adriano Sofri non fosse altro per avere unito al concetto di sinistra quello di libertà merita di essere votata.

La mia è stata una campagna elettorale povera di mezzi ma ricca di esperienze, senza paura di contarmi, ma con l’obiettivo di dare il mio sostegno al raggiungimento del quorum. Ho girato per alcune città e province del sud, dal Molise, alla Calabria, alla Puglia alla Campania incontrando quei pochi o quei tanti che cercano attraverso il rapporto diretto e senza mediazioni e sovrastrutture rappresentanza di bisogni, problemi, necessità, ma soprattutto di speranze e di sogni. Ho cercato di rappresentare quella parola libertà che per una come me che da vent’anni lo fa nel movimento omosessuale è sinonimo di amore perché nasce dalla libertà dell’essere omosessuale e cerca di tradurla in cultura, in politica, in affermazione di quei diritti di liberà che partono dal vissuto personale e parlano anche il linguaggio delle relazioni affettive, delle relazioni d’amore. Esprimere tutto questo nelle piazze di provincia e nei comizi o negli incontri è stato difficile ma allo stesso tempo facile perché è stata occasione ancora una volta per molti di riconoscersi.

Mi è sembrato a volte di trovarmi in situazioni anacronistiche. Che non sia più tempo di quella politica che abbiamo conosciuto vent’anni fa. Ma viene spontanea una domanda: qual è la politica di oggi? Questa campagna elettorale quale è stata? Chi si è accorto che siamo in campagna elettorale per le europee? Fiumi di pagine prima sulle veline nelle liste, poi sull’affaire Noemi. Di Europa neanche l’ombra. Men che meno di quello che può significare esprimere un voto in un senso o in un altro, se non per scontrarsi nel bipolarismo pro o contro Berlusconi. Poi il finto dibattito sul voto utile alimentato anche dal PD, come se il voto si misurasse sull’utilità e non sulla libertà di costruire qualcosa in cui si crede. Dell’Europa dei diritti civili e delle libertà neanche l’ombra.

Eppure il mio breve viaggio elettorale è stato come un pride itinerante. Dove ho incontrato chi ancora ha paura di dichiararsi omosessuale, dove ho incontrato chi vuole organizzarsi.

A tutti quelli che mi hanno dato una mano, a tutti quelli che spontaneamente hanno creato occasioni d’incontro va il mio grazie per un’esperienza vissuta insieme che comunque vada è stata positiva per tutti. Un grazie a quanti attraverso la rete, internet, facebook, il Di Gay Project, i siti gay, hanno fatto circolare informazioni e sono stati con me in quest’avventura. Un grazie a quanti il 6 e 7 giugno vorranno votarmi e a quanti sosterranno Nichi Vendola e Sinistra e Libertà, un grazie a Staino per la bella vignetta che mi ha regalato e a tutte le donne che si sono riconosciute nella mia candidatura. Un grazie ai miei amici di sempre e a quelli che si sono aggiunti in queste settimane. Adesso mi preparo venerdì 5 a chiudere la campagna elettorale a Ercolano in Piazza Pugliano con Nichi e le donne di Sinistra e Libertà alle 18.30 e a Napoli in Piazza del Gesù alle 19.30.

Un abbraccio a tutti e non smettiamo di essere, anche se io sono una matematica, un po’ e giustamente sognatori.

Imma Battaglia

IMMA BATTAGLIA E SERGIO ROVASIO: DUE CANDIDATI A CONFRONTO

ELEZIONI EUROPEE 2009, DUE CANDIDATI LGBT A CONFRONTO
Si propongo di difendere i nostri diritti una volta eletti, ma di fatto già lo fanno da anni all’interno delle loro associazioni e dei loro partiti. Imma Battaglia e Sergio Rovasio rispondono alle domande dei Cronisti senza Frontiere di Gaya CsF.

IMMA BATTAGLIA

IMMA BATTAGLIA: Fondatrice e Presidente dell’Associazione DìGayProject. Da anni in prima linea nella lotta per i diritti delle persone LGBT. Si presenta come candidata al Parlamento europeo con “La Sinistra” VERDI/SD.

- Parlamento europeo, elezioni 6 e 7 giugno 2009. Tre ragioni per cui la comunità LGBT voterebbe per te: Nel caso venissi eletto/a, quali saranno i primi interventi che ti proponi di fare per la nostra comunità? Proporrei una conferenza europea sul caso italiano e il mancato rispetto di diritti e libertà civili in Italia. Credo che solo una pressione europea vera e organizzata possa mettere in risalto i ritardi italiani che ormai sono agli occhi di tutti noi scandalosi. Organizzando poi punto per punto tutti gli obiettivi da raggiungere a partire dalla legge anti omofobia per arrivare a quella sulle coppie.

- Pensi che i diritti LGBT in Europa siano ben rappresentati? No, non lo sono. Ci sono singoli parlamentari che di volta in volta prendono posizioni, ma non si è mai arrivati a organizzare una vera campagna europea di pressione sull'Italia, né tantomeno di denuncia.

- Quali sono secondo te le azioni che è bene compiere a livello po litico in Italia affinché i nostri diritti vengano finalmente riconosciuti? L'Italia vive una stagione politica di grande pericolo per tutto quello che riguarda le libertà civili. L'abbiamo visto sulla legge sul testamento biologico, quando un singolo e drammatico caso ha mobilitato nel modo peggiore politici e media, mettendo in luce l'assenza di norme e soprattutto un carosello di ipocrisie. Sui diritti lgbt c'è ogni volta uno scontro ideologico di posizioni ormai non più tollerabili sul piano del diritto europeo. Sono convinta che dovremmo organizzare una denuncia internazionale del caso italiano.

- Cosa si potrebbe fare dal Parlamento europeo per dar seguito al riconoscimento dei diritti LGBT in Italia? Lo ripeto, cercare e trovare solidarietà tra gruppi e parlamentari europei di altri paesi e avviare una campagna politica e di comunicazione. Molti paesi europei hanno leggi e prevedono matrimoni o pacs, in Italia non c'è nulla e anche meno di nulla, perché c'è un'opposizione ideologica, non nella società, ma nella casta politica e clericale.

- Pensi che il Vaticano possa comunque interferire con la legislatura europea e con le decisioni prese dal Parla mento europeo? Dipende da quanto la politica lascia che a permeare le sue decisioni siano le direttive vaticane. Questo accade spesso in Italia. L'Europa ha una maggiore possibilità di azione e maggiore senso di laicità.

- Come si potrebbe contrastare attraverso l’Europa, l’omofobia dilagante in Italia? Intanto recependo le direttive in materia e arrivando finalmente ad avere anche qui una legge. Poi lanciando un programma europeo che riguardi innanzitutto i giovani, le scuole, il mondo del lavoro, contaminando la comunicazione di messaggi positivi.

- E per le famiglie di fatto con figli? Quali interventi potrebbero portare giovamento anche nel nostro Paese? Seguire il modello spagnolo dovrebbe essere la priorità. In Italia ci sono sempre più voci autorevoli in termini di diritto che si esprimono a favore dei matrimoni omosessuali e della genitoralità. Lo so che sembra irrea lizzabile. Ma se è vero che la Costituzione non vieta il matrimonio gay dobbiamo sapere guardare lontano e crederci.

- Tre motivi per cui non ti saresti mai candidato/a?

1. Non faccio parte di nessuna casta politica. Mi piace l'idea dell'impegno civile, cosa che si è persa.
2. I media sono interessati a tutt'altro rispetto al confronto di idee e proggrammi. La campagna elettorale l'abbiamo visto praticamente non c'è stata. Si è parlato di tutto tranne che di Europa.
3. Ho sempre amato la libertà dei sogni e degli ideali contro il peso degli accordi e della mediazione finalizzati al raggiungimento degli obiettivi ma poi ho capito che bisogna sporcarsi le mani e non gettare la spugna e così ho accettato, ancora una volta contro tutto e tutti, ho deciso di dare una mano a chi me l'ha chiesta.

SERGIO ROVASIO

SERGIO ROVASIO: Militante LGBT e Radicale praticamente da sempre. Persona vicina alle tematiche dei diritti civili che s’impegna quotidianamente nel riconoscimento di diritti negati nella nostra nazione. Si presenta come candidato al Parlamento europeo con la Lista Bonino-Pannella nella Circoscrizione Centro (Lazio, Toscana, Umbria e Marche).

-Parlamento europeo, elezioni 6 e 7 giugno 2009. Tre ragioni per cui la comunità LGBT voterebbe per te? Perché insieme a molte amiche e amici della comunità lgbtq non smettiamo mai di batterci con forza contro questo becero clericalismo che impedisce a questo paese di fare leggi di civiltà e libertà; perché occorre che qualcuno al Parlamento Europeo solleciti il rispetto delle direttive e della raccomandazioni che l’Italia ignora; perché abbiamo troppe persone in Italia che sono vittime di violenza: le donne innanzitutto e le persone lesbiche, gay e transessuali.

-Nel caso venissi eletto/a, quali saranno i primi interventi che ti proponi di fare per la nostra comunità? Vorrei iniziare da coloro che non hanno nome e di cui nessuno parla mai: i migranti che cercano disperatamente aiuto nel nostro paese e che sperano nella protezione con la richiesta d’Asilo perché lesbiche e gay perseguitati con la galera o la morte nei loro paesi di origine. In particolare dobbiamo muoverci di più per la difesa della dignità e di nuove leggi per le persone transessuali, sempre più perseguitate e offese qui in Italia nell’indifferenza di tutti. Poi ci sono tutti i temi riguardanti le coppie che in quanto tali non hanno diritti, sono ignorate. Chiederei il rispetto delle direttive che il parlamento ha approvato in questi anni e che solo l’Italia non rispetta.

-Pensi che i diritti LGBT in Europa siano ben rappresentati? Penso di si, l’Italia è l’ultimo paese che su questo fronte non legifera né sulle coppie, né contro l’omofobia, né sull’educazione, l’informazione e così via… In Europa ci sono azioni più dinamiche, d’avanguardia che su tutti i livelli sociali e umani interviene per i diritti lgbt. Al Parlamento Europeo c’è un importante integruppo lgbt composto da deputati, funzionari, assistenti che interviene proprio contro le discriminazioni ovunque capitino nel mondo. E’ la famosa lobby gay di cui parlava Bottiglione quando fu cacciato. I radicali della Lista Bonino-Pannella giocano su questo piano un ruolo fondamentale. Per questo è importante dare loro il voto!

-Quali sono secondo te le azioni che è bene compiere a livello politico in Italia affinché i nostri diritti vengano finalmente riconosciuti? Credo che sia l’ora di dare inizio ad azioni di disobbedienza civile così come ci ha insegnato Rosa Parks quando nei primi anni ’50, in piena segregazione razziale, sull’autobus, si sedette in un posto riservato ai bianchi. Con quell’azione di lì a poco vennero eliminate le leggi razziali. E’ anche per questo che l’Associazione Radicale Certi Diritti, insieme agli avvocati della Rete Lenford, ha lanciato la campagna di ‘Affermazione Civile’ finalizzata all’avvio di azioni legali proprio sul tema del matrimonio gay. Maggiori informazioni su questa campagna le trovate su www.certidiritti.it Quanti più saremo quanto più avremo la possibilità di premere su questa classe politica che se ne frega delle richieste di parte della società. Ci vogliamo ispirare a Milk e urlare il nostro sogno, come faceva Martin Luther King. Contro questa vergogna che vuole le lesbiche e i gay persone diverse, da guardare con diffidenza, da tenere separate dagli et erosessuali. Fino a quando non raggiungeremo l’eguaglianza avremo da lottare.

-Cosa si potrebbe fare dal Parlamento europeo per dar seguito al riconoscimento dei diritti LGBT in Italia? Esattamente quello che hanno fatto i radicali in questi anni, e cioè un lavoro straordinario ma che l’Italia si ostina a ignorare. Al Parlamento Europeo, Marco Cappato, deputato europeo uscente, ora candidato capolista per la Lista Bonino e Ottavio Marzocchi, funzionario radicale della Commissione Libertà Pubbliche, hanno fatto approvare molti documenti che chiedono agli Stati membri di attivarsi contro l’omofobia, per la regolamentazione delle unioni civili e molto altro. Al seguente link c’è gran parte del lavoro fatto su questi temi. Vi consiglio di leggere il documento, del resto il conoscere per deliberare è sempre stato il nostro motto. http://www.certidiritti.it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=38&Itemid=126

-Pensi che il Vaticano possa comunque interferire con la legislatura europea e con le decisioni prese dal Parlamento europeo? No, questo è un fenomeno tipicamente italiano, all’estero ridono di queste cose. Quando il papa è andato in Africa e ha detto che l’uso del preservativo non serve contro l’Aids c’è stata in tutta Europa una sollevazione con Spagna, Belgio e Francia che sono anche intervenute ufficialmente contro il Vaticano. In Italia silenzio. Solo noi radicali insieme alla comunità lgbt siamo andati a manifestare in Piazza Pio IX contro questo scandalo ignobile che produce danni contro le persone meno protette e più povere. Il Pe poche settimane fa stava approvando un documento di condanna su questo ma poi per pochi voti non è passato. Il fatto che il Pe e molti stati membri dell’Ue intervengano per la difesa dei diritti lgbt dimostra il grande divario che c’è con lo Stato teocratico vaticano, centrale di finanza e capitali economici.

-Come si potrebbe contrastare attraverso l’Europa, l’omofobia dilagante in Italia? Finora il Pe é stato particolarmente attivo sull'omofobia e sui diritti LGBT: sono state approvate 3 risoluzioni sull'omofobia, alla stesura delle quali ha lavorato Ottavio Marzocchi. La risoluzione sull'omofobia nell'Unione europea, approvata il 18 gennaio 2006, frutto di un compromesso tra i principali gruppi politici del PE, nasceva in reazione ad una serie di eventi preoccupanti avvenuti nei paesi dell'Europa dell'Est, ed in particolare in Polonia, dove il gay pride era stato vietato nel 2005, vari esponenti dei partiti di destra arrivati al governo avevano fatto dichiarazioni violente contro gli omosessuali, mentre il governo aveva deciso di chiudere "l'ufficio del plenipotenziario per l'eguaglianza" paventando di sostituirlo con un ufficio per la protezione della famiglia. Nella risoluzione il PE chiede agli Stati membri di "promuovere e adottare il principio dell'uguaglianza nelle loro società e nei loro ordinamenti giuridici" in materia di coppie dello stesso sesso. Ora la palla è all’Italia. Potrebbe intanto approvare la pdl che è calendarizzata in Commissione Giustizia alla Camera, la cui relatrice è la deputata Paola Concia. Speriamo bene.

-E per le famiglie di fatto con figli? Quali interventi potrebbero portare giovamento anche nel nostro Paese? Noi ci battiamo perché siano equiparate a quelle che vogliono che i finti benpensanti chiamano ‘normali’. Quelle stesse che secondo i divorziati del centro-destra, devono diventare le famiglie del ‘mulino bianco’, con prati e uccellini di sottofondo, che hanno tutte le garanzie. So che sarà difficile ma è questo il nostro obiettivo. Il Parlamento Europeo ha approvato l'8 maggio 2008 il rapporto di Marco Cappato sul rispetto dei diritti umani nel mondo, con 533 voti favorevoli, 63 contrari e 41 astensioni. Tra i punti centrali del rapporto, che commenta i risultati delle politiche europee nell'ambito dei diritti umani nel 2007, vi sono richieste che chiedono di eliminare queste odiose differenze che sono vere e proprie discriminazioni.

-Tre motivi per cui non ti saresti mai candidato - 1) se in Italia non ci fosse stata questa degenerazione; 2) se non avessimo questo clericalismo becero; 3) se avessimo leggi di civiltà sulle unioni civili e il matrimonio gay. Se avessimo queste tre cose sarei rimasto a casa, invece occorre che tutti ci diamo una sveglia, dobbiamo reagire allo status quo. Dobbiamo migliorare questo mondo con impegno e coraggio. Invito tutti voi ad aiutarci. Magari anche solo iscrivendovi all’Associazione Radicale Certi Diritti. www.certidiritti.it
Grazie a te e a chi ha avuto la pazienza di leggermi sin qui. Spero di ricevere il vostro voto.

Gaya CsF per le Elezioni Europe

mercoledì 3 giugno 2009

GAY PRIDE ROMA: IMMA BATTAGLIA “IL COMUNE MOSTRI LA VOLONTA’ POLITICA DI TROVARE UNA SOLUZIONE”

COMUNICATO STAMPA

GAY PRIDE ROMA: IMMA BATTAGLIA “IL COMUNE MOSTRI LA VOLONTA’ POLITICA DI TROVARE UNA SOLUZIONE”

Sul Gay Pride di Roma si è creata una situazione assurda che impone di trovare una rapida soluzione, se è vero come dice l’assessore Umberto Croppi che non c’è l’intenzione del Comune di Roma di negare l’autorizzazione al Pride altrimenti i divieti posti assumono il significato di divieti politici e come tali vanno respinti. Personalmente ricordo la difficoltà di trovare una soluzione nel 2000 quando il World Pride si svolse in concomitanza con il Giubileo. Si aprì un tavolo di confronto anche tra alcuni parlamentari e l’amministrazione per arrivare a trovare una soluzione. Se necessario facciamolo anche questa volta, ma si mostri da subito da parte del Comune la volontà politica di risolvere rapidamente la questione.

Dichiarazione Imma Battaglia, presidente Di Gay Project

NapoliPride ‘09: “i mille” dell’orgoglio gay partenopeo

da napoligaypress.it

Alla fine il Sindaco non si è fatto vedere così come il Governatore Bassolino. Le presenze istituzionali di ieri al NapoliPride 09 si sono limitate a quelle del Presidente del Consiglio Comunale Leonardo Impegno e a qualche consigliere sparso, all’Assessore alla Politiche Sociali Giulio Riccio e all’Assessore alle Pari Opportunità della Regione Alfonsina de Felice.

C’erano poi Anna Paola Concia (in vece anche di Ivan Scalfarotto del Pd), Imma Battaglia (canditata alle Europee con Sinistra e Libertà) e Paolo Ferrero (segretario nazionale di Rifondazione Comunista).

La manifestazione è stata allegra, gioiosa così come garantito dagli organizzatori: sotto un sole prima incerto e poi sempre più caldo, circa un migliaio di persone hanno attraversato il centro storico della città tra la curiosità dei napoletani e dei tanti turisti che si sono mescolati alla parata. Da registrare qualche disguido “tecnico” come il blocco parziale del traffico (che ha visto sfilare i tanti gay, lesbiche e trans in mezzo alle auto ed ai motorini “vaganti”) ed il palco del comizio senza corrente elettrica (sic!).

Ma la vera nota dolente è stata, a Piazza Matteotti, la scissione del corteo: da una parte quello “ufficiale” guidato dal carro del Comitato NapoliPride, dall’altro lo spezzone dei collettivi studenteschi dietro allo striscione fosforescente “Copy Left Pride”. Una volta giunti in Piazza del Gesù Nuovo (a messa finita, così come da accordi col Comune) le due “anime” del corteo si sono letteralmente spartite la piazza con i collettivi da una parte che, musica a palla e slogan gridati al megafono, hanno ostacolato gli interventi del Comitato dall’altra.

Il tutto si è concluso pacificamente poco dopo le 20.00. Dando appuntamento all’anno prossimo, è stata annunciata la candidatura di Napoli come sede del prossimo Pride nazionale.

venerdì 22 maggio 2009

Sinistra e Libertà di Napoli di adesione al Napoli Pride

Sinistra e Libertà di Napoli aderisce e sostiene il Napoli Pride 2009 - Liberi tutti, libere tutte – impegnandosi con forza a costruire momenti di sensibilizzazione per la riuscita della manifestazione del 30 Maggio. Sinistra e Libertà, in coerenza con il proprio programma elettorale, ritiene il Pride Napoletano un momento fondamentale per la salvaguardia e l'avanzamento dei diritti sociali e di cittadinanza.
La presenza nella nostra lista all'Europee – circoscrizione sud - di Imma Battaglia, storica esponente delle lotte per i diritti civili e di cittadinanza, da il senso dell'impegno di Sinistra e libertà su tali temi.
Siamo per un’Europa che riconosca il ruolo decisivo della coscienza individuale nelle grandi questioni etiche, dalla libertà di cura, alle staminali, dalla fecondazione assistita alle unioni di fatto e ai matrimoni gay, siamo contro l’omofobia e transfobia per il rispetto di ogni diversità.Proponiamo un Patto Europeo per il progresso sociale che stabilisca standard comuni per le politiche sociali, educative e sanitarie. E questo vale anche per le politiche d’inclusione dei migranti oltre all’asilo per i rifugiati e profughi.
Sinistra e Libertà Napoli

Napoli Pride30 maggio
http://www.i-ken.org/
http://www.napolipride.com/

martedì 19 maggio 2009

Gay.it: "Nozze e adozioni gay? Sono diritti. Chiesa troppo forte



Con queste parole il Presidente dell'Unione delle Camere Penali spiega come la pensa sulle unioni civili e le adozioni. "Se la politica non riconosce le evoluzioni sociali rischia uno scollamento".

"Sì ai matrimoni gay. Le coppie omosessuali devono poter adottare e sposarsi". A dirlo non è un attivista per i diritti delle persone lgbt o il presidente di una qualche associazione che ne rappresenti le istanze. E', addirittura, il presidente dei penalisti italiani, l'avvocato Oreste Dominioni, intervistato da Klaus Davi per la sua trasmissione "Klaus Condicio". "Bisogna garantire a ogni persona la possibilità di vivere, in modo riconosciuto dalla legge, le proprie esperienze personali - ha osservato il presidente dell'Unione delle Camere Penali -. Dico sì al fatto che le persone gay si sposino e sì al fatto che possano adottare dei figli". Chiaro e inequivocabile. Davi, naturalmente, non ha potuto fare a meno di rivolgere una domanda all'avvocato Dominioni, ovvero perché l'Italia sia rimasta così indietro rispetto ai tanti paesi europei che hanno già riconosciuti i diritti delle persone e delle coppie omosessuali.

"Da noi il condizionamento della Chiesa è forte e la politica ne risente - ha spiegato il Presidente -. Ma non riconoscendo le evoluzioni sociali, i cambiamenti della società la politica rischia uno scollamento dalla realtà".
Affermazioni che sarebbero passate inosservate se a farle fosse stato l'esponente di un gruppo o di un'associazione gay, ma che pronunciate dal presidente degli avvocati penalisti del Paese suonano "coraggiose, in un Paese arretrato e immerso in un clima teocratico", ha sottolineato il presidente di Arcigay Aurelio Mancuso. "Dai giuristi, avvocati, esperti di diritto - ha ricordato Imma Battaglia, presidente di Di' Gay Project - sta venendo in questi mesi un contributo fondamentale che richiama la legittimità di quanto sosteniamo da tempo, non ultimo il fatto che se si guarda alla nostra Costituzione non si può ritenere illegittimo il matrimonio tra persone dello stesso sesso."

Gay.it - "L'Europa, sui diritti delle persone omosessuali è piu' avanti anni luce rispetto all'Italia, dove non c'è alcun diritto. In queste elezioni europee - conclude Battaglia - sarebbe bene ricordarselo e boicottare quei partiti per i quali questi diritti sono ritenuti un tabù ideologico". Le famiglie omogenitoriali sono una realtà ormai radicata in Italia. Le stime parlano, poi, di circa cento mila bambini con genitori omosessuali. Famiglie, a tutti gli effetti. "Bisogna aiutare tutte le famiglie - ha aggiunto Mancuso - ciò non toglie niente a nessuno e aumenta l'armonia sociale e il benessere degli italiani".

http://www.gay.it/channel/attualita/26583/Nozze-e-adozioni-gay-Sono-diritti-Chiesa-troppo-forte.html


lunedì 18 maggio 2009

EUROPEE. BATTAGLIA: BERLUSCONI? MIO COMPETITOR,ANCHE CON DONNE...


(DIRE) Roma, 18 mag. - "Io e Berlusconi siamo in competizione in politica ma anche in fatto di donne" anche se "credo di piacere al gentilsesso piu' di lui". La candidata di Sinistra e liberta' Imma Battaglia, esponente del movimento omosessuale italiano, usa l'ironia per commentare l'appuntamento delle europee e le ultime vicende di casa Berlusconi-Lario. Intevenendo a 'Under pressure' (Ecotv, Sky 906), alla domanda avete gli stessi gusti? Il candidato di Sl, continua: "Insomma, non proprio. A me Noemi non piace, e' troppo giovane, meglio Veronica, ancora oggi gran bella donna e pure intelligente, proprio come piace a me".

(Com/Val/ Dire) 14:20 18-05-09

domenica 17 maggio 2009

La Repubblica: Gay e mafioso: per gli italiani sono gli insulti più offensivi

Controverso risultato da un sondaggio condotto
dalla rivista Focus su un campione di quasi 3mila persone

Gay e mafioso: per gli italiani
sono gli insulti più offensivi

Nel "volgarometro" italiano le parolacce giudicate più pesanti riguardano la violazione delle leggi
e gli eccessi sessuali. I tradizionali "vaffa" e "cornuto" non feriscono più

ROMA - Da uno studio del mensile Focus, condotto su un campione di quasi tremila italiani, emerge una realtà controversa e discutibile. Gay, mafioso, handicappato, nazista e terrorista sono gli insulti giudicati più pesanti e offensivi dagli italiani.

Il dato è stato presentato nell'ambito di quello che la rivista ha definito "Volgarometro", ovvero un termometro di quello che in Italia viene considerato turpiloquio. In questa inedita fotografia delle volgarità, emergono delle tendenze significative.

Le accuse sentite come più offensive, quindi più gravi, sono la violazione delle leggi (mafioso, ladro, infame) e i presunti eccessi sessuali, dalla promiscuità per le donne all'omosessualità per gli uomini. Scottante poi anche il rapporto con malattie, morte, bruttezza, disabilità: le maledizioni, cioè augurare malattie, morte o dolore a qualcuno, e gli insulti fisici sono tra le categorie col più alto voto medio.

I fattori che influenzano maggiormente la percezione delle parolacce sono, in ordine decrescente, l'istruzione, l'età e l'abitudine a dirle; non incidono molto, invece, il sesso, il luogo di residenza e l'orientamento religioso. Inoltre, le donne, over 50, meridionali e religiosi sono comunque le categorie più sensibili al turpiloquio: hanno attribuito a molte voci punteggi superiori alla media generale, giudicando con più severità le espressioni legate al sesso, alla morale, alla religione e alla devianza dalle norme.

"Questo sondaggio è una delle indagini linguistiche più corpose svolte in Italia e l'unico a fotografare in modo significativo la percezione attuale delle parolacce, al di là delle impressioni dei singoli" spiega Vito Tartamella, il linguista responsabile dello studio che, grazie al saggio del 2006 Parolacce, è considerato uno dei maggiori esperti nazionali di linguistica nel settore del turpiloquio . "Il campione - sottolinea - è ricco e vario anche se tecnicamente non può essere considerato rappresentativo della popolazione italiana perché, regola scientifica vuole, che i destinatari delle domande debbano essere 70mila ed estratti casualmente".

Un discorso a parte è quello riguardante il rapporto con le malattie, la morte, gli inestetismi e la disabilità e gli insulti che toccano queste sfere hanno ricevuto il voto medio più alti. "Questi valori -spiega l'autore- sono giudicati più importanti rispetto alla lucidità mentale e alla cultura. Inoltre, le singole espressioni che hanno ricevuto in assoluto i punteggi più alti sono le bestemmie, nonostante un terzo del campione si dichiari ateo. Da notare che, anche se per valori infinitesimali, l'offesa alla Madonna è considerata più grave rispetto a quella verso Dio".

Perdono valore invece gli insulti classisti, come pezzente, barbone, proletario, quelli etnici come negro e terrone e religiosi come talebano e bigotto. La ragione, come spiega Tartamella, è che "le differenze di classe sono diventate più sfumate, e c'è più tolleranza verso le diverse fedi religiose".

L'importanza del "volgarometro" va oltre la semplice curiosità; secondo Tartamella comporterebbe anche una nuova valutazione giuridica degli insulti. La parolaccia, che dal 1999 è stata depenalizzata con una legge-delega, può avere un diverso valore a seconda delle condizioni nelle quali viene pronunciata. Spesso -afferma ancora Tartamella- i giudici, ma anche gli educatori e i traduttori, sono chiamati a dare una risposta a questi interrogativi, ma sono costretti ad affidarsi solo alla propria sensibilità personale, in mancanza di dati oggettivi sulla forza delle parolacce, che cambia a seconda delle epoche, della cultura, dell'età".

Le reazioni. "Che "gay" venga considerato uno dei più gravi insulti - ha dichiarato Imma Battaglia, presidente Di Gay Project, candidata Europee con Sinistra e Libertà, in merito alla ricerca di Focus - è sintomo di pericolosa omofobia. Ma non sorprende dal momento che c'è una quotidiana comunicazione che usa il sesso e soprattutto il corpo delle donne originando una politica "machista" che fa della virilità e dell'omofobia fatto politico. Se gay in Italia fosse sinonimo di normalità per la politica e per le leggi probabilmente non avremmo più tale vilipendio".

Dello stesso parere anche Franco Grillini, Presidente di gay net e direttore di Gaynews.it: "I risultati della ricerca del Volgarometro dicono che purtroppo il pregiudizio omofobico è ancora molto radicato nel nostro paese. Al campione del sondaggio era stato sottoposta una domanda che conteneva, tra l'altro, anche la parola gay. Sappiamo che il pregiudizio antigay si esprime nel linguaggio volgare, di tutti i giorni, il cosiddetto linguaggio da 'bar sport', con termini assai più coloriti al punto che quasi ogni regione in Italia ha il suo termine dispregiativo per indicare gli omosessuali".

(20 maggio 2009)

http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/volgarometro/volgarometro/volgarometro.html


venerdì 15 maggio 2009

Il grave ritardo italiano sui diritti degli omosessuali frutto di una pericolosa omofobia politica

Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ricevendo alcuni rappresentanti delle associazioni omosessuali ha detto che bisogna colmare i ritardi dell’Italia dove c’è scarsa consapevolezza su questi temi e che bisogna sconfiggere il pregiudizio, la discriminazione, la violenza. Ci sono voluti anni, ma pare che anche se timidamente – è la prima volta che un presidente della Camera riceve esponenti di associazioni gay – si possa aprire uno spiraglio. Eppure l’Italia per responsabilità tutte politiche è uno dei pochi paesi europei a non avere ancora una legge contro l’omofobia, anche se l’Europa ha legiferato ed espresso chiaramente un indirizzo politico in materia. L’Italia è uno dei pochi paesi europei a non avere leggi che regolino i diritti e i doveri delle coppie omosessuali. L’italia è uno dei pochi paesi europei dove ogni volta che si parla di omosessuali si apre un pericoloso e retrogrado scontro di posizioni dettate da ideologia culturale e politica. Eppure nella società i gay sono sempre di più e sempre più visibili. C’è di contro rispetto a una società aperta ed evoluta per la gran parte una politica pericolosamente in ritardo. L’Italia vive un paradosso, è territorio “off limits” per i diritti civili come dice Nichi Vendola. E questo certo non aiuta culturalmente un paese che vuole stare a pieno titolo in un’Europa moderna e libera che ponga le libertà civili tra i fondamentali diritti che la caratterizzano. Abbiamo un presidente del Consiglio che dal 1994 non ha neppure per sbaglio pronunciato la parola omosessuali o quella gay. Abbiamo avuto un governo di centro sinistra che ha partorito una proposta di legge, i Dico subito dopo archiviata. Gli omosessuali sembrano essere una categoria di cittadini italiani inesistenti per le leggi di questo paese. Eppure Francia, Spagna, Olanda, Inghilterra solo per citarne alcuni sono su posizioni diverse. Hanno legiferato. L’Italia è meno europea? Negli Stati Uniti ci sono Stati che approvano i matrimoni gay che ci siano governi repubblicani o democratici. E’ un paese dove alla parata di insediamento del Presidente Obama sfilano in prima fila le associazioni gay. Perché noi siamo tanto indietro? La risposta forse va trovata in un mancato senso di laicità della politica nostrana, in un ritardo abissale della politica italiana su quelli che non ultimo il Presidente della Corte Costituzionale ha definito diritti fondamentali che devono trovare espressione di legge. Diritti che riguardano direttamente il 5% della popolazione italiana, ma che vanno considerati come patrimonio di tutti se si vuole essere un paese libero e democratico. Siamo sempre alla ricerca di maggioranze trasversali, di singoli parlamentari che abbiano il coraggio di esprimersi, di prendere posizioni. Mai che ci siano posizioni politiche certe e precise da parte dei maggiori partiti di centro destra o di centro sinistra. Mai che in un programma elettorale o di governo venga detto chiaramente faremo una legge. Il vero trasversalismo maggioritario vincente sembra essere quello di un fondamentalismo politico che si appella ai valori della famiglia, non considerando che quei valori appartengono anche alle coppie omosessuali, ad una normalità esistenziale che produrrebbe modelli nuovi anche per le giovani generazioni. C’è una latente omofobia politica che sembra ogni volta esprimere la maggioranza del non fare e del non decidere. Un atteggiamento immorale prima ancora che impolitico di fronte al quale poi ci si chiede come mai le cronache dei nostri territori siano spesso alle prese con notizie di aggressioni e violenze nei confronti delle persone omosessuali e transessuali. Il 17 maggio a livello internazionale è la giornata contro l’omofobia, una giornata che in Italia va a mio parere dedicata a sconfiggere l’omofobia politica. E le posizioni del Presidente Fini se restano solo dichiarazioni saranno sì importanti petizioni di principio, ma se non diventano chiare e precise posizioni politiche restano episodi di cronaca politica. (Imma Battaglia)

giovedì 14 maggio 2009

Gay, Imma Battaglia: Da Allam accuse insensate in cerca di scoop ideologici.

Ci spieghi il no del Vaticano alla depenalizzazione dell’omosessualità.

"Sono d'accordo con Arcigay nel respingere al mittente le accuse che vengono dall'intervista di Klaus Davi a Magdi Allam. A che gioco vogliamo giocare? Le associazioni gay italiane e internazionali sono sempre state in prima fila nel combattere la violenza nei confronti degli omosessuali nei paesi islamici, impedendo ad esempio, concretamente, il rimpatrio a giovani donne e uomini che nel loro paese avrebbero trovato la morte, basti ricordare il recente caso degli omosessuali iraniani rifugiatisi a Londra. Raramente abbiamo visto esporsi in prima fila Allam o altri, per non parlare di personaggi importanti delle gerarchie vaticane. Per non parlare soprattutto del vergognoso no venuto dal Vaticano alla depenalizzazione Onu dell'omosessualità. Che ha da dire su questo Allam? Questi sono fatti, il resto sono accuse in cerca di falsi scoop ideologici."


RIF. Allam: Olocausto gay in Paesi Arabi? Omertoso silenzio omo Roma, 14 MAG (Velino) - "Perche' le associazioni gay tacciono sulla persecuzione degli omosessuali nei Paesi arabi? Semplice, perche' e' una sinistra islamicamente corretta, che fa si' che, nei confronti dei musulmani, si preferisca non dire e non fare tutto cio' che possa urtare la loro suscettibilita'. � un silenzio omertoso islamicamente corretto. Un certo mondo gay di sinistra e associativo che e' in prima fila contro la Chiesa, contro il Papa, contro le scuole cattoliche, ma e' in prima fila nella difesa delle moschee, delle scuole coraniche e persino del diritto, o presunto diritto, delle donne musulmane di indossare il velo integrale non solo nei loro Paesi d'origine, ma anche qui in Europa". Nel corso del programma Klauscondicio Magdi Allam ha commentato i recenti assassini di persone gay in Iraq, Palestina, Egitto, Iran in merito al quale "certe lobby gay tacciano ma e' un silenzio omertoso frutto dell'islamicamnete corretto". (com/dbr) 141122 MAG 09 NNNN

Arcigay: Noi unici difensori dei gay islamici Roma, 14 MAG (Velino) - "Respingiamo con stupore l'attacco di Klaus Davi che intervistando Magdi Cristiano Allam ci accusa di non occuparci dei nostri fratelli che vivono nei paesi islamici". Afferma Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay. "Rimaniamo senza parole per le affermazioni contenute nell'intervista svolta oggi da Klaus Davi a Magdi Cristiano Allam rispetto ad un supposto silenzio da parte di Arcigay sullo sterminio dei gay in Iran e in tanti altri paesi musulmani! L'intervistatore accusa piu' volte direttamente Arcigay di esser stata in questi anni silente. Evidentemente Klaus Davi conosce assai poco l'attivita' sociale e politica della nostra associazione, che da sempre denuncia le impiccagioni, gli schiacciamenti, le lapidazioni, le evirazioni, il carcere, perpetrati ai danni di migliaia di gay, lesbiche, trans dai regimi totalitari e teocratici islamici! Non abbiamo mai visto il noto massmediologo ad un nostro sit in sotto i consolati e le ambasciate dell'Iran, non abbiamo mai notato la sua firma sugli appelli da noi proposti per salvare la vita di decine di gay e lesbiche rifugiatesi nei paesi occidentali che rischiavano il rimpatrio. Mentre il governo italiano respinge i barconi dei migranti disperati, molti dei quali scappano dai loro paesi in ragione delle persecuzioni che subiscono nei loro paesi, assistiamo ad un inspiegabile stravolgimento della realta'. A Klaus Davi ricordiamo che proprio grazie a Gianpaolo Silvestri, senatore nella scorsa legislatura e fondatore di Arcigay, e' stata introdotta correttamente anche in Italia la norma che tutela i gay e le lesbiche che vogliono chiedere lo status di rifugiato se nel loro paese sono esser perseguitati in ragione del loro orientamento sessuale. Arcigay e' impegnata da anni con i suoi servizi, telefoni amici, progetti in collaborazione con il Governo in attivita' di sostegno ed integrazione con le persone migranti lgbt; ha promosso da sola e in accordo con Amnesty International, con governi europei, istituzioni internazionali campagne ed azioni di condanna dei paesi dove l'omosessualita' e' un reato, e intrapreso attivita' di concreta tutela. A Magdi Cristiano Allam ricordiamo, che proprio grazie all'iniziativa di Arcigay e' stato denunciata nelle sedi internazionali, fino all'Onu, l'opposizione del Vaticano alla risoluzione per la cancellazione del reato di omosessualita' nel mondo!". (com/dbr) 141301 MAG 09 NNNN

Alessandra Filograno
ufficio stampa
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mercoledì 13 maggio 2009

USA, GAY: “Anche in Italia la Costituzione non vieta il matrimonio gay

COMUNICATO STAMPA

USA, GAY: Imma Battaglia “Anche in Italia la Costituzione non vieta il matrimonio gay ’

“La notizia che viene dallo Stato di New York dell’approvazione del progetto di legge per la legalizzazione dei matrimoni omosessuali da parte dell’Assemblea dimostra se ce ne fosse bisogno che il matrimonio gay non è e non deve essere considerato un tabù. Non lo fa neanche la nostra Costituzione che non vieta il matrimonio omosessuale. Quella americana è una risposta liberale e moderna a quanti vorrebbero ora apportare modifiche in tal senso che sarebbero discriminatorie al dettato della nostra Carta costituzionale”.

dichiarazione di Imma Battaglia, presidente Di Gay Project, candidata Sinistra e Libertà alle Europee


rif. GAY: USA; PARLAMENTO STATO NEW YORK APPROVA NOZZE (ANSA-AFP) - NEW YORK, 13 MAG - L'Assemblea dello Stato di New York ha approvato ieri sera il progetto di legge per la legalizzazione dei matrimoni omosessuali con 89 voti a favore e 52 contrari, un documento che trovera' probabilmente molta opposizione in Senato.
Il progetto di legge e' stato presentato dal governatore democratico David Paterson. Il dibattito ad Albany, capitale dello Stato di New York, e' durato oltre cinque ore, durante le quali sono stati lanciati a piu' riprese appelli al Senato, che dovra' pronunciarsi sul testo la prossima settimana.
Sono cinque finora gli stati americani che hanno legalizzato le nozze tra due persone dello stesso sesso, l'ultimo dei quali in ordine di tempo e' il Maine (il 6 maggio).
New York, la citta' piu' popolosa degli Stati Uniti con piu' di 8 milioni di abitanti, ha un'importante comunita' omosessuale e l'adozione di una tale legge ne farebbe dello Stato un forte portabandiera. (ANSA-AFP).

martedì 12 maggio 2009

Imma Battaglia ad Affaritaliani.it

E' capolista al Sud per Sinistra e Libertà di Nichi Vendola. Imma Battaglia sceglie Affaritaliani.it per spiegare perché dopo 20 anni dedicati all'attivismo gay - presidente del Dì Gay Project - ha risposto alla chiamata del Governatore della Puglia e ha accettato di scendere in politica.

L'intervista

Perché si candida con Sinistra e Libertà?
"Perché Nichi Vendola da sempre ha lottato per la sua omosessualità ma anche e soprattutto perché è un politico di carriera e ha dimostrato di essere un gran politico, onesto moralmente, culturalmente e intellettualmente. Poi nel Paese c'è un problema enorme. Manca l'identità di sinistra e tra Franceschini e Vendola io scelgo quest'ultimo. C'è un pericolo per la nostra democrazia dovuto al fatto che non c'è un'opposizione. Da solo Di Pierto non basta e il Pd è in una fase di assestamento. Intorno a Vendola può invece ripartire un progetto di sinistra".

Che non è possibile con Franceschini?
"Lui rappresenta l'indeterminazione del Pd".

La sua è quindi una candidatura che vuole lottare per il riconoscimento dei diritti civili. Ma i Dico sono praticamente spariti dall'agenda politica...
"Purtroppo sì. Ma nel programma di Sinistra e Libertà sono al primo posto. Diritti civili non vuol dire solo diritti delle coppie ma anche testamento biologico, fecondazione... L'unica speranza che ci rimane in questo Paese è che dall'Europa, dove ormai siamo rimasti gli ultimi insieme alla Grecia, riparta un'ondata di civiltà".

E' ottimista sulla possibilità di un riconoscimento delle coppie di fatto in Italia?
"No. Il mio è un impegno civile per una lista che spero superi il 4%. La mia candidatura è un grido di dolore. Sono ottimista su una ricompattazione della sinistra. Affinché in futuro possa fare da leva sulla questione dei diritti civili".

Se dovesse dare un voto a Franceschini e a Berlusconi sull'impegno sui diritti civili?
"Zero a zero e palla al centro. Vendola presidente del Consiglio aprirebbe una nuova era per questo Paese".

Sulla scia di Zapatero in Spagna?
"Sì, spero che Nichi Vendola possa diventare lo Zapatero italiano. E' un augurio, un desiderio, un sogno. Non ho mai voluto candidarmi ma credo in questo progetto così come inizialmente ho creduto nel Pd. Mi auguro che con Nichi riparta una nuova stagione. E' una speranza che si può realizzare. L'Italia ha bisogno di sinistra, di riformismo, di socialismo".

Nella lotta per i diritti civili quale ruolo ha la Chiesa?
"E' uno Stato estero e una rappresentanza religiosa è giusto che ci sia. Mi auguro che si possa iniziare un dialogo aperto e sincero con tutti. Che si possa ricominciare con la stagione dei diritti, senza scontri. Che sia una stagione di approfondimento, di conoscenza, di comprensione e di condivisione".

Qual è la sua posizione sulla Turchia?
"Sono completamente a favore dell'ingresso nell'Ue. Il Papa, nel suo recente viaggio, ha parlato di unione e di vicinanza tra le religioni. Sono convinta che l'ingresso sia importante per garantire una visione moderna e moderata dell'Islam, che invece passa sempre come una religione integralista e nemica. Sono le frange estreme che fanno prigionieri i moderati. Ankara in Europa sarebbe una ricchezza per tutti. Soprattutto dal punto di vista culturale. Io sono per le contaminazioni".

E quindi è anche favorevole a una società multietnica?
"Sì, nel momento in cui non ci sono più i confini. Che sono stati abbattuti soprattutto dalla rete. La multietnicità è fondamentale in una nazione che si definisce democratica, civile ed accogliente. Diverso è però il problema dello sfruttamento della povertà e del commercio dei barconi. Il problema dell'immigrazione è mondiale e va affrontato con serietà. Deve essere garantita la possibilità per tutti di poter accedere a una vita migliore. Ed è un problema che non deve riguardare una sola nazione".

Perchè la chiamano "il Mastella dei froci"?
"(ride, ndr). E' un modo per ferire la mia libertà di pensiero. Intanto non lo sono mai stata, né sono comunista. Sono convinta che si cresce attraverso il confronto sereno anche con i nemici. Per esempio ho accolto con piacere la proposta sulle Unioni Civili di Brunetta e Rotondi (nel 2008). Sono convinta che faremo dei passi avanti solo lavorando insieme. I diritti civili non possono essere l'ago della bilancia tra destra e sinistra. Si tratta di diritti umani. Il rispetto passa dall'avere rispetto delle differenze".

Un giudizio sul premier...
"Non sono anti-berlusconiana. Il presidente del Consiglio ha portato delle grandi novità di comunicazione nella politica e ha introdotto una novità nei tempi di reazioni rispetto alle azioni che sono esempi da studiare e comprendere piuttosto che avversare. Ho sempre detto che Berlusconi non è il mio nemico. Il mio nemico è l'integralismo, l'ignoranza, i concetti precostituiti, i pregiudizi. Le persone devono confrontarsi per cambiare idea. La ricchezza è pensare, il pensare è libero e anche l'agire. La contraddizione è un pregio. L'immobilismo è il mio nemico".

venerdì 8 maggio 2009

AIUTIAMO L'ITALIA A SOGNARE VOTANDO PER I DIRITTI CIVILI E LE LIBERTÀ

“Imma Battaglia, una storia meridionale capace di dare l’assalto al cielo”. Nichi Vendola

“Se non avessi deciso di sostenere Nichi Vendola e la Lista Sinistra e Libertà probabilmente non sarei andata a votare. E invece sono qui a proporti di non astenerti, di non gettare la spugna e di andare a votare con un obiettivo: dare forza ad un nuovo progetto che può riguardare anche te e tutti noi che in Italia abbiamo perso la speranza di vedere riconosciuti i nostri diritti e le nostre libertà civili.


Il progetto di costruzione di una nuova sinistra, che possa finalmente trovare una sua forza nelle idee e nell’impegno di tutti quelli che ancora credono nelle libertà civili e nella democrazia. Lo sappiamo, in Europa l’Italia è il fanalino di coda su molte libertà civili, dal testamento biologico, alla condizione delle donne, come sui diritti delle persone omosessuali e transessuali. Ci sono milioni di cittadini e cittadine italiani privi di ogni minimo riconoscimento. Non sarà certo la mia candidatura a cambiare d’un tratto una storia che ormai riguarda decenni di non fare e di non decidere.


Ma io ho deciso!


Ho deciso di mettere il mio nome e il mio impegno civile a disposizione di questo progetto, perché possa superare lo sbarramento del 4%, candidandomi per la prima volta senza alcuna garanzia né certezza di elezione.


Non sono mai stata una carrierista della politica nè ho mai pensato che la questione gay potesse essere usata con questo fine. Penso però che oggi i gay sono uno dei tanti esempi di come le libertà civili in questo paese siano ferme al palo di una politica che non ne parla più, non decide più né a destra e nemmeno in tanta parte di una sinistra che non sa più parlare un linguaggio di sinistra.


Le libertà e i diritti civili sono l’altra faccia della medaglia di una democrazia che sappia essere progressista e libera dove la vita di ciascuno sia al centro della politica.
Ed è con questo spirito che mi rivolgo a tutti voi: boicottiamo la politica dell’ambiguità e dell’ipocrisia bipartisan dei grandi partiti e aiutiamo l’Italia a sognare ancora votando e sostenendo diritti civili e libertà.”

Imma Battaglia
Candidata alle elezioni europee del 6 e 7 giugno Per Sinistra e Libertà
Circoscrizione elettorale Meridione (Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Puglia, Basilicata)

imma.battaglia@gmail.com

mercoledì 6 maggio 2009

Battaglia: 'Mi candido contro questa politica pedofila'

L'intervista rilasciata da Imma Battaglia a Gay.it.

Qualcuno l'ha definita "la Mastella dei froci" ma lei non ci sta: "Essere gay non può essere una gabbia". L'organizzatrice del World Pride del 2000 Imma Battaglia si leva qualche sassolino.

Alle prossime elezioni europee ti candidi nel partito "Sinistra e Libertà" con Nichi Vendola. Hai quindi abbandonato l'idea di costituire un partito gay?
Assolutamente no, solo che per costruire un partito gay ci vuole un movimento unito e compatto e in questo momento non mi sembra che ci sia.

Sei comunista?
Non sono comunista e non lo sarò mai. Così come non mi appartiene nessun tipo di estremismo. Mi appartengono le persone.

Allora perché la tua candidatura è in un partito che si definisce "comunista" e viene annoverato nelle file della sinistra radicale?
Il partito "Sinistra e Libertà" non è un partito comunista, il gruppo che lo ha creato è uscito da Rifondazione proprio perché al suo interno ha realtà molto eterogenee.

Da tempo esprimi posizione "moderate". Come le farai valere in un partito di sinistra radicale
Io non ho ragionato troppo sulla lista ma sulla persona Nichi Vendola. Mi ha chiesto di aiutarlo nel riprendere le fila di una sinistra sgangherata e ho accettato con la consapevolezza dei rischi di questa avventura.

Ad esempio?
Beh, ad esempio non è certo che "Sinistra e Libertà" superi la soglia di sbarramento del 4%. Ma siccome penso di aver sempre rotto gli schemi continuo a farlo. E Nichi è una persona di cui questo paese ha bisogno.

E non potevi assumerti i rischi in un partito più centrista?
Guarda, in questo momento né la destra né la sinistra ci hanno dato i diritti civili. Allora si potrebbe fare una scelta per boicottare entrambe: astenersi o votare chi lotta per i diritti e Nichi è l'unico leader gay dichiarato e che mette al primo posto proprio i diritti civili.

Non c'è proprio nessun altro che lotta per i diritti civili dei gay?
Sì, gli etero.

Gli etero?
Sì, l'avvocato Bernardini de Pace, ad esempio. Sta dicendo chiaramente a tutti: "Guardate che la Costituzione non vieta il matrimonio gay. Puntate su questo". Ma dibattiti che si sono aperti su questo non ne ho visti.

Dai la colpa alle associazioni gay, mi sembra
Così come le persone sono lontane dai partiti che li rappresentano così i gay sono lontani dalle associazioni gay. Conta quanti sono gli attivisti che militano in queste associazioni e fai il conto di quanti gay ci sono in Italia... è evidente che qua dobbiamo porci il problema. Quali sono le priorità della popolazione gay? È una domanda che nessuno più si pone.

Credi ancora in un dialogo col centrodestra e coi cattolici? E come si conciliano queste tue idee con quelle di Nichi Vendola?
Il primo che si porta dietro questo bagaglio di trasversalità è proprio Nichi Vendola, che non ha mai nascosto di essere cattolico.

In rete, tra le tante definizioni, c'è chi ti ha chiamato "il Mastella dei froci". Che rispondi?
Io sono veramente allibita. Sono circondata di amici gay di Forza Italia, piena zeppa! E con loro ho i migliori dibattiti politici. Alla fine siamo d'accordo tutti sullo stesso punto: diritti ancora zero. Se questa mia capacità di pensiero e di mettermi in discussione è percepita da alcuni come una banderuola io la considero una ricchezza. Essere gay non può essere una gabbia. E per la cronaca Mastella è da sempre in parlamento così come alcuni leader delle associazioni gay. Io non ci ho mai messo piede.

Cosa dovrebbe fare l'Europa per la causa lgbt che ancora non ha fatto? Se fossi eletta quali proposte porteresti nel parlamento europeo?
Io francamente porterei l'attenzione sull'Italia. L'Europa ha già deliberato tante cose per i gay e lesbiche, il vero problema è il nostro paese che non le recepisce. Questa è la prima cosa da capire e su cui agire.

Non pensi di rischiare troppo candidandoti al Sud anziché nella circoscrizione che comprende la "tua" Roma?
Mi chiedo chi altro nel movimento gay avrebbe accettato questa candidatura. Certo che rischio. Ma è utile che una persona come me che è visibile e anche rappresentativa di 20 anni di lotte dia una mano. Io non dico mai "Votate per Imma", ma "votate Sinistra e Libertà".

Qual è l'emergenza oggi nel nostro paese?
Oltre ai diritti civili, la questione femminile è tornata prepotentemente in questi giorni alla ribalta delle cronache. Questa è una politica maschilista e anche un po' pedofila. La donna è tornata ad essere oggetto sessuale. Questo è vero regime. Sulle questioni delle classi deboli si sta andando indietro e le donne sono tornate, da un punto di vista politico, le "veline".

Che rapporto hai con Alemanno?
A parte quell'incontro dove sono venuti tutti i rappresentanti del movimento non ho avuto altri incontri.

Pensi che il patrocinio agli eventi culturali del Pride andrebbe concesso?
Siccome non ho la memoria corta, penso che al World Pride del 2000 nessuno ha dato il patrocinio, nonostante ci fosse un programma di eventi culturali pazzesco. Poi mi chiedo: se Alemanno non ha dato il patrocinio lo scorso anno, perché dovrebbe darlo quest'anno? Chiederglielo è chiaramente una provocazione, che può anche andare bene ma solo per avere visibilità sui giornali. Faccio una riflessione: che cosa è un Gay Pride? Una protesta? Una parata? Una manifestazione politica? Perché in questi casi il patrocinio è giusto non concederlo. I lavoratori di Alitalia mica vanno in piazza col patrocinio di qualcuno, ci vanno per protestare e basta.

Alemanno non ha concesso neanche piazza San Giovanni...
Pere me la piazza non è un simbolo di qualcosa. La cosa importante è solo che la politica metta la questione gay al centro della sua agenda. Ripeto: capisco le provocazioni ma hanno un senso se rimangono tali. Posso però dirti che frequento molto l'ambiente etero e tutti mi dicono la stessa cosa: "Avete ragione ma ponete male i vostri temi". Le discussioni sul patrocinio o su una piazza fanno perdere di vista gli obiettivi veri, quelli che importano alla gente.

A proposito, quest'anno ci sarai al corteo di Roma?
Andrò sicuramente al Gay Pride di Genova e a quello di Napoli perché sono nata a Portici. Non so ancora se andrò a quello di Roma. Farne troppi disperde anziché unire. Le persone non possono mica partecipare a tutti e sei i Gay pride di quest'anno!

Quindi non andrai...
Sto osservando e cerco di capire dove si vuole arrivare politicamente. Ho 49 anni e gli scontri non mi interessano più.

di Daniele Nardini
Gay.it.

Nichi Vendola: 'Imma Battaglia, una storia meridionale capace di dare l'assalto al cielo'

Intervista a Nichi Vendola, Sinistra e Libertà.

Se ti diciamo gay pensando all’Italia e all’Europa cosa ti viene in mente?

Il trionfo di un paradosso. L’Italia in diverse epoche storiche è stata terra di libertà, sequela di luoghi vocati alla sensualità, capace di calamitare l’attenzione di un’aristocrazia contaminata di intellettualità cosmopolita. L’Italia celebrata da Capri a Taormina per nativa predisposizione a una sorta di pansessualità mediterranea oggi si presenta come il territorio “off limits” per le libertà civili. Si presenta come il punto più arretrato d’Europa.

Quale può essere una risposta?

Accorgersi che questo paradosso è il frutto di una politica assediata dalle paure, di un palazzo che non sente una società civile che è molto più avanti. L’intolleranza vetero clericale serve per accreditarsi oltre Tevere ma non per dialogare con la vita delle persone. In un mondo così cambiato dove la soggettività glbt è capace di organizzarsi con forza è difficile vivere come se fossimo al tempo del Papa Re.

E se diamo uno sguardo al sud?

Il Sud è l’area più aperta del paese. E’ nei territori controllati dalla Lega che ci sono i germi della demonizzazione delle diversità. Il sud d’Italia e il sud del mondo non vanno visti solo come luoghi che propongono emancipazione. Il sud del mondo è il deposito più importante delle libertà.

Imma Battaglia è un po’ un simbolo del mondo gay nella tua lista per le europee.

Imma è una di quelle storie meridionali capaci di dare l’assalto al cielo. Imma nel mondo gay rompe lo stereotipo del gay che bussa e chiede di essere accolto. La sua personalità rompe gli schemi.

di Alessandra Filograno

Imma Battaglia presenta la sua candidatura

Imma Battaglia, candidata alle Elezioni Europee per Sinistra e Libertà, si presenta in questo video:

www.youtube.com/watch?v=cOxQvKwoe0s

Vedi anche il sito di Sinistra e Libertà

www.sinistraeliberta.it

L'intervento di Imma Battaglia alla presentazione della Lista Sinistra e Libertà

La mia presenza qui è un impegno civile perché la politica italiana dia attenzione ai diritti civili e i diritti di libertà.
In realtà fino ad una settimana fa circolava la voce che fossi candidata con Berlusconi, perché in questo paese ogni pensiero deve essere posizionabile da qualche parte e non può essere libero…

Io invece, nella mia vita ho fatto della parola libertà un caposaldo e quindi rivendico di avere ed esprimere “le mie posizioni” e così eccomi qui con il mio amico Nichi Vendola e con il nuovo progetto politico di Sinistra e Libertà.

Non sono comunista e fino ad un anno fa avevo la tessera del PD, quest’anno non l’ho fatta e meno male perché forse mi sarei trovata anche io come Staino in un processo di epurazione. A Staino esprimo tutta la mia solidarietà, come al tempo del caso dell’epurazione della Binetti dissi che non ero d’accordo anche in questo caso dico al PD che non sono d’accordo e che invece questi allontanamenti dovrebbero essere opportunità per riflettere politicamente sull’identità politica del PD che forse, a voler essere buoni, è un po’ nebulosa.
Ho accettato di impegnarmi con Nichi Vendola, senza alcuna garanzia e con una lista che lotta per arrivare al 4%, perché lo stimo e lo ammiro per la sua onestà morale, intellettuale e politica, che sono ormai valori rari in questo paese e che invece dovrebbero essere un fondamento per ogni cittadino italiano/a ma soprattutto per i rappresentanti politici che hanno la responsabilità dell’immagine istituzionale e quindi formativa di tutti giovani e le giovani. Le ondate di corruzione bipartisan mi hanno profondamente segnata, questo paese ha bisogno di valori seri e quindi mi candido contro la politica del posto sicuro e delle garanzie e contro le candidature di spettacolo e televisione…

Credo, oggi, come lo credevo all’atto della nascita del PD, che la nostra democrazia potrà essere tutelata dalla presenza di compagini politiche forti da entrambe le diverse posizioni, e mentre oggi Berlusconi ha fatto un grande lavoro dalla sua parte, la Sinistra, i Riformisti insomma la parte di Sinistra versa in acque ancora troppo agitate.

Sono convinta che Nichi Vendola sia una persona, un leader, che può guidare un percorso di rinascita politica alla Zapatero che farà del bene a tutta la Sinistra, PD compreso.
Mi sono candidata perché si tratta di Elezioni Europee e quindi porto il mio essere donna lesbica ad una compagine che mette al primo posto i diritti civili occupando il vuoto cosmico in cui sono stati relegati sia dal PDL che dal PD.

Ci sono milioni di cittadini/e glbt, di famiglie con figli, il 5% della popolazione italiana, a cui viene negato ogni diritto fondamentale e primario…. Eppure questi cittadini erano anche tra gli studenti sfollati e salvati a L’Aquila nella casa dello studente e una volta arrivati a Roma con il compagno, in ansia silenziosa, hanno organizzato immediatamente la raccolta di beni primari per tornare all’Aquila e portare aiuto e sostegno agli altri rimasti lì.

Siamo rimasti proprio gli ultimi in Europa insieme ad un parte degli ultimi paesi entrati a farne parte. Anche la Polonia di Woytila è andata più avanti di noi…

Proprio per questo dico a tutta la comunità GLBT nazionale che io sono qui “per reclutare tutti loro, le loro famiglie e i loro amici” anche quelli di destra che è il caso di fare un’azione di protesta pacifica e far pesare il nostro voto dando tutti forza in maniera compatta sia da destra che da sinistra a Nichi Vendola che non ha mai nascosto la sua omosessualità ma che non ne ha fatto neanche motivo di carriera politica, Nichi può rappresentare per tutti noi il Delanoe italiano, come il sindaco di Berlino ma soprattutto farci pensare alla leader lesbica dell’Islanda che si è assunta la responsabilità di tirare fuori il suo paese dalla più grande crisi di tutti i tempi.

Insomma queste elezioni devono essere la nostra protesta perché la poltica non dimentichi … tutti i nostri morti e i suicidi e non lasci indietro i cittadini e le cittadine Omosessuali e le Donne, per i diritti civili e le libertà, forza Nichi.

Imma Battaglia

IMMA BATTAGLIA SI CANDIDA CON NICHI VENDOLA: 'SERVE UNA SINISTRA MODELLO ZAPATERO SULLE LIBERTÀ CIVILI A PARTIRE DA QUELLE GAY'

Imma Battaglia, lesbica, leader storica del movimento gay, presidente dell'associazione Di Gay Project sarà candidata con Sinistra e Libertà alle prossime elezioni europee. La Battaglia sarà tra i capilista al sud. Domai all'Hotel Nazionale a Roma alle ore 11.00 sarà presentata la sua candidatura insieme con gli altri candidati della lista.

"E' la prima volta che mi candido e lo faccio con una lista che ad oggi non sa nemmeno se raggiungerà il 4%. E' una sfida, un'avventura a cui ho voluto partecipare per dare il mio contributo affinché il quorum sia superato, perchè la politica è innanzitutto impegno civile e non garanzia di carriere politiche. Ci vuole in Italia una sinistra che trovi una sua collocazione europea.
E Nichi Vendola può essere uno dei leader di un cambiamento importante per assomigliare un po' di più ad una sinistra modello Zapatero sulle libertà civili.
A partire ad esempio dai diritti delle persone gay, lesbiche e trans. Personalmente non sono mai stata comunista e non mi piacciono le ideologie di nessun colore. Mi piacerebbe invece che ci fosse anche in Italia una sinistra liberale e moderna, una sinistra che sappia essere di popolo, una sinistra che abbia una precisa identità, cosa che oggi ancora manca e fa male non solo alla sinistra ma anche alla destra, dove il modello berlusconiano si è rivelato vincente e necessita senza alcuna demonizzazione di una sinistra che sia altrettanto forte perchè la democrazia in Italia trovi di nuovo un sano equilibrio nel confronto. L'assenza di una leadership vera e di una sinistra forte produce invece la deriva populista dell'attuale governo. Forza Vendola!"

Alessandra Filograno
ufficio stampa
cell. 335.8000486